Bilancio di sostenibilità: da obbligo a leva strategica

La sostenibilità non è più un’opzione Dal 2026, con l’entrata in vigore graduale della Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD), migliaia di imprese italiane saranno obbligate a redigere un bilancio di sostenibilità. Non si tratta più di una scelta volontaria o di un esercizio di immagine, ma di un vero e proprio obbligo normativo che cambia il modo in cui le aziende rendono conto del proprio impatto economico, sociale e ambientale.

La CSRD sostituisce la precedente Direttiva NFRD (Non Financial Reporting Directive) del 2014 e amplia notevolmente il perimetro dei soggetti coinvolti: si passerà dalle attuali 300 aziende italiane circa a oltre 7.000 imprese chiamate a rendicontare secondo i nuovi standard europei.

Chi dovrà redigere il bilancio di sostenibilità

L’obbligo sarà introdotto in modo progressivo:

  • Dal 1° gennaio 2024 (reporting nel 2025): grandi imprese già soggette alla NFRD (enti di interesse pubblico con oltre 500 dipendenti).
  • Dal 1° gennaio 2025 (reporting nel 2026): tutte le grandi imprese
  • Dal 1° gennaio 2026 (reporting nel 2027): PMI quotate e imprese con particolare impatto ambientale.

Le microimprese non quotate restano escluse, ma la Commissione Europea incoraggia anche loro a iniziare percorsi di rendicontazione volontaria, per allinearsi ai criteri ESG (Environmental, Social, Governance) richiesti da banche, bandi pubblici e investitori.

Cosa cambia nella rendicontazione

La novità principale è la doppia materialità: le aziende devono rendicontare non solo come le questioni ambientali influenzano il proprio business, ma anche come le proprie attività impattano sull’ambiente e sulla società.

Il bilancio di sostenibilità dovrà includere informazioni su:

  • Ambiente: emissioni di gas serra, uso delle risorse, rifiuti, economia circolare, biodiversità.
  • Sociale: condizioni di lavoro, salute e sicurezza, diversità, impatto sulle comunità.
  • Governance: etica aziendale, gestione dei rischi ESG, trasparenza e diritti umani.

I dati dovranno essere raccolti secondo i nuovi European Sustainability Reporting Standards (ESRS), uniformi per tutti i Paesi UE, e verificati da un revisore indipendente.

Perché conviene farlo bene

Redigere un bilancio di sostenibilità non è solo un adempimento. Chi lo interpreta come strumento strategico può trarne vantaggi concreti:

  1. Accesso agevolato al credito – sempre più banche applicano criteri ESG nei rating e nelle condizioni dei finanziamenti.
  2. Reputazione e competitività – trasparenza e impegno ambientale sono fattori premianti per consumatori e investitori.
  3. Efficienza interna – il processo di rendicontazione obbliga a mappare sprechi, inefficienze e rischi.
  4. Accesso a fondi pubblici e bandi europei – molti avvisi del PNRR e di Horizon Europe richiedono già rendicontazione ESG.
Le sfide per le PMI

Per le piccole e medie imprese, la principale difficoltà sarà passare da una gestione “informale” della sostenibilità a una struttura di governance ESG. Serviranno competenze tecniche per raccogliere dati, indicatori e KPI, ma anche una mentalità nuova: pensare al proprio impatto come parte del modello di business.

Negli ultimi anni sono nate startup e società di consulenza specializzate nel supportare le PMI in questa transizione, offrendo piattaforme digitali per la misurazione degli indicatori ambientali, modelli di report preimpostati e servizi di certificazione ESG.

Un cambio culturale prima che normativo

L’obbligo di bilancio di sostenibilità è solo l’inizio di un cambiamento più ampio: l’Europa sta spostando il paradigma dal “profitto a breve termine” al valore sostenibile nel tempo. Le imprese che comprendono per prime questa logica non solo rispettano la legge, ma costruiscono fiducia, attraggono talenti e investitori e diventano parte attiva della transizione ecologica.

Non è più sufficiente dichiarare buone intenzioni: servono numeri, obiettivi e verifiche. Il futuro delle imprese italiane passa anche da qui: dal modo in cui misurano e raccontano il proprio impatto sul mondo.

In sintesi

Il bilancio di sostenibilità diventa obbligatorio per migliaia di imprese italiane. Non è solo un documento, ma una bussola strategica per competere in un mercato sempre più attento a trasparenza e impatto. Le aziende che si muoveranno per tempo trasformeranno un obbligo in un vantaggio competitivo.

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